La Napoli ruggente dei Party esclusivi

Che io mi sia sempre sentita Caterina va in città, questo è un fatto noto e risaputo. Che poi in fondo io ancora un pizzico di speranza nel genere umano la tengo sempre. Poi ci penso sopra e mi rendo conto che

"Mi manchi tu la malattia che spazza via la razza umana"

La Napoli che prende la vita a morsi.

Napoli per chi non la conoscesse-si perde un mondo, ed è meglio che corra a rimediare- è una città sfaccettata, dalle mille personalità. Ci trovi di tutto, dai reietti che vivono di espedienti e imbrogli ai margini della società, ai ricconi che dominano la città. Quelli delle notti folli, quelli che comandano dall'alto degli attici a via Filangieri, quelli dei palazzi storici di via Posillipo. È la Napoli bene, quella che muove l'economia. È quella che, la casa a Capri ci vanno quando sono annoiati della movida di lusso partenopea. La Napoli ruggente, che il popolino la invidia. Quella che i cafoni di provincia la emulano. La Napoli che conta.

I cuccioli della Napoli Bene devono sape' ll'inglese

La Napoli che conta vuole i figli che contano. Olimpiadi di matematica, corso di piano, chitarra, danza, scherma, vela, sono gli hobby preferiti dai piccoli rampolli. Ovviamente io, da povera squattrinata con la passione per la cosmetica di lusso mi presto al ruolo di Jane Eyre contemporanea. Sono la maestra d'inglese, quella che sfrutta la situazione e si fa le palle ad organetto per una, massimo due ore a pargolo.

Non tutti sono geni della finanza, né diventeranno i Montezemolo del domani.  C'è da dire, però che mi danno tante soddisfazioni. Sicuramente, ho l'opportunità di guardare da vicino questa specie rara. Rara perché i ricconi figli di papà sentono la tua puzza di povero da un miglio di distanza. Però riconoscono il tuo talento, sanno che sai l'inglese. La lingua del domani, "sai se non la sai parlare sei fuori", "l'inglese è importante". Loro mi rispettano, e mi accettano nelle loro vite, mi danno in mano i loro preziosi cuccioli di chiattilli.

Figli della stessa Napoli con due diversi padri.

In due anni di lavoro, ho avuto modo di osservare due distinte sottocategorie: La Napoli virtuosa e la Napoli ruggente. Entrambe appartengono allo stesso mondo ma restano separate. Una ha i mocassini Tods e gli orecchini di perle, l'altra ha le sneakers Disquared2 e gli orecchini della Dodo. Una fa i colpi di sole biondi, l'altra il Balayage color caramello. Una è nature, l'altra è rifatta. Una organizza cene eleganti, l'altra feste sfrenate a base di gin e cocaina. Una ha l'amante fissa tenuta rigorosamente nascosta. L'altra paga escort di lusso per ravvivare i propri festini. Sono due facce della stessa medaglia, si incontrano di giorno e si separano di notte. Col sole stringono affari, si incontrano a scuola, negli ospedali, alle riunioni di condominio. Di notte festeggiano separati, le Tods si trasformano in Ferragamo e le Disquared2 in Casadei. Sono separati nei gusti ma compatti nell'appartenenza. Sono interessati a te dalle 15 alle 18, dal lunedì al venerdì, compatibilmente con gli impegni dei pargoli. Oltre quel margine tu non esisti. Tu non sei nessuno. E come te tutti quelli che non appartengono al loro status.

I mortali ai piedi dell'Olimpo sbavano per un grammo di Chiattillume

La gente del popolo li venera come fossero icone di culto, le nuove madonne nelle stazioni votive. Il popolino li guarda incantati e li emula. Vogliono  anche loro la propria fetta personale di vita spericolata. Li vedi che si affannano per un paio di scarpe all'ultima griffe, si indebitano appresso a  Mini Cooper e Monclair. Vivono la vita dei morti di fame per rincorrere la speranza di un assaggio di un pezzetto di quella vita. Si illudono, diventando i surrogati  di una Napoli che li disprezza e li deride. Ma chi vo' ffa fa? Di mettervi  ore interminabili nel traffico per farvi il bagno all'Ammot, in mezzo all'acqua del depuratore di Cuma. Li vedi tutti bronzei con gli occhiali a specchio il costume griffato, il tattoo senza significato, il selfie su instagram #ciaopovery. Ma ciao poveri che? Che tenete le zecche come noialtri? Cercate di emulare una categoria che è la merda!

L'ennesima presa di coscienza che il mondo è lo schifo

Stavo facendo lezione di conversazione ad uno dei figli prodigio della Napoli bene. Appuntamento sabato pomeriggio alle 3  in uno dei ristoranti più in della zona. "Il ragazzino già ha mangiato, tu devi solo fargli fare pratica" mentre noi, gli adulti ci facciamo come la sfravecatura. Tutto ok. Premessa, la più naturale lì in mezzo aveva la ciucia di plastica. Tutte pezzi di silicone taglia 36, che sfoggiano fiere i loro milioni in chirurgia. Tu sei sempre la povera crista che, con la zizza naturale e la tua 44, ti senti una chiattona cessetta. Ti chiedi come fanno a bere come minatori ucraini e essere cosi magre?

Non sai se sono peggio loro o il fatto che possa esserci qualcuno che li venera

All'improvviso, una serie di piccoli segnali ti fanno capire che, quelle non sono persone che stanno solo pranzando. Capisci come fanno ad essere così magre, così ruggenti. Si alzano ogni 5 minuti, a turno, per andare in bagno. Ridacchiano e fanno battutine. All'improvviso una bambina chiama il padre per fargli vedere la ruota, lui impaziente le da poco a importanza. Deve correre in bagno "a papà ê jamm' capiscimi". " wa pe' sta scemitá non vai, ja muoviti c' aropp' stong ij'". Senza un minimo di pudore a pipparsi di cocaina davanti ai figli di sabato a pranzo!

Ma siete la sfaccimma della gente? L'ho detto, ho scritto sfaccimma, perché non ce l'ho fatta più. Avete speso 600 euro in sei per un pranzo, siete belli, rifatti, avete soldi, ma che cazzo vi manca? Piccole cacchette secche, che bisogno tenete di farvi le piste alle tre del pomeriggio con i vostri figli davanti? Non per dire, ma con me presente, un'estranea, e i vostri figli che uno di loro aveva 5 anni. Ma che cazzo campate a fare? Io ancora schifata e sconvolta, dopo la lezione per riprendermi sono andata dal parrucchiere a fare la piega e ho dovuto comprare uno smalto nuovo. Merde.

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