Quando disturbano il tuo perfetto mondo abitudinario

Ogni mattina, tra una corsa disperata, una giacca messa per strada e la promessa che "domani mi sveglio presto giuro" per andare a lavoro prendo il pullman- a Napoli si chiama così, autobus fa troppo soggettone che dice vérde, giórno e poi la gente ti guarda e ti dice "oh frate' ma staije bbuon?"-

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08.30 passa preciso sotto casa. Lo prendo da 2 anni, mi lascia in posizione strategica di fronte al bar a due passi dall'ufficio, con 20 minuti di anticipo all'entrata. Ho addirittura il mio posto preferito.

L'ecosistema delicato e diversificato del trasporto pubblico

Il pullman delle 08 e 10 da Torregaveta è abbastanza pieno di gente, ci trovi di tutto. Ragazzi universitari, avvocati, architetti, le ucraine che fanno le badanti. Oramai con quelli del pullman abbiamo fatto gruppo, passiamo 40 minuti a sparare stronzate e futilità a raffica. È un modo per far passare il tempo, prima del lavoro, in modo leggero e superficiale. Tra i tanti morti di fame che come me  non spendono soldi di benzina e tangenziale, c'è un signore anziano che dice di lavorare in banca. Io con tutto il bene non gli dare nemmeno le chiavi degli armadietti della palestra. Manco i carrelli della spesa fuori al supermercato. Pero' lui lavora in banca, i misteri degli anni '80 o della DC, chi lo sa

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Ha preso l'ingrippo che mi vuole sistemare, mi vuole far trovare l'amore. "Ma come una bella ragazza come te, ci vuole un uomo vicino". Il signore non sa che sturo il lavandino da sola e che degli uomini non me ne faccio un granché. Lui è quello che ci è rimasto male quando il Marines mi ha lasciata. Ovvio, lui e' il mio nuovo divertimento, lo provoco con frasi femministe e lui cerca anche di argomentare. Con lui mi manca solo "lo sperma ci inquina" sai le risate.

Come distruggere la serenità di una persona in meno di 5 km

La gioia del pullman delle 08 e 10, tra uno sfotto', una provocazione e un rigore regalato alla Juve, viene brutalmente interrotta da una presenza cupa, oscura, triste e depressa.

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Il mio ex. Non il Marines, l'artista. Rivedere lui, triste, magro, smunto, mi ha fatto venire la depressione. Tanto che sono stata male tipo meteoropatica, ho capito che io, invece, sono artistopatica. Ho pensato subito, come si e' invecchiato, come si e' imbruttito! Poi l'ho visto meglio, la barba a punta, il pantalone cargo, la felpa aderente nera e grigia con la zip, lo zainetto tecnico da trekking pezzotto, è un punkabestia!

Lasciate sfogare il mio disprezzo, fatemi spurgare malignità che mi fa bene

Cioè, lui ora è come una di quelle grezze teste di cazzo che vive una vita di merda senza comfort, in modo semplice, "no perché cè lo sai che cosi vai a favore delle multinazionali".

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Per combattere il sistema si privano di tutti quei beni di consumo, che da quando ti ho lasciato, compro a sfregio. Perché non me ne fotte un cazzo delle multinazionali. Non me ne fotte, voglio i diamanti, voglio guardare i Rolex nelle vetrine e girarmi ogni volta che passa una Ferrari.

Quelli che rompono le palle a martellate con Gaza free e non hanno manco idea di dove sta la Giordania. Quelli che liberano la Siria da Assad facendo i gruppi di discussione al centro sociale. Che poi si sa come funziona, si finisce a farsi di canne, birra peroni e bottiglione di vino da 2 euro. Perché, giustamente, da quando ci siete voi il mondo è un posto migliore, cioè complimenti ci voleva il gruppo di discussione per risolvere il problema della deforestazione, bravi!  Ma vi sentite quando parlate? Mi fate cadere le braccia, ancora legati al capitale al sistema e stronzate simili. Breaking News:

IL MONDO SI È EVOLUTO, IL CAPITALE NON SI PUÒ PIÙ APPLICARE ALLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA!

Quei piccoli inutili parassiti sociali, che si nascondono dietro il " se uno non ha la possibilità deve essere aiutato", lui è diventato uno di loro. Che fosse stato un liberal pidocchioso che non spendeva un centesimo in più nemmeno se lo sparavi in bocca, l'ho sempre saputo. Ma porca miseria, la barba a punta nemmeno i fuori corso dell'accademia dei belle arti, tieni pure 40 anni. E che cazzo, cresci un poco, tu piccolo spara senso di colpa.

E ti rendi conto che in fondo non era una brava persona e le tue amiche avevano ragione

Tu che per 9 anni mi hai fatta una schifezza per ogni minima cosa. Tu e le tue idee di merda, che non sai nemmeno aprire un conto corrente, ma come cazzo campi?! Che non mi hai mai portata a bere una cosa tipo che ne so, un Martini. Tu che mi facevi sentire sempre inadeguata e  non mi facevi parlare in dialetto. Discussioni lunghe ore sul perché non dovevo parlare in Napoletano. Ora perché devi venire a rompere nel mio pullman? Si l'ho comprato, è mio. Ho impiegato in tre anni di conversazioni futili con la gente che ci sta dentro.

A differenza tua che non investi in nulla e pretendi risultati che non arriveranno mai, io do al mondo. Investo nelle persone, le chiamo, le ringrazio, le ascolto. Io investo in beni di consumo che fanno bene all'economia locale e nazionale. Io so che ogni centesimo speso mi ritorna, io mi risparmio la fatica sovrumana di campare come te che non ti vai a prendere nemmeno una birra. Come te che alla mia laurea non mi hai manco fatto il regalo, come te che non mi amavi ma stavi con me perché era comodo appoggiarsi.

Lo vedi e vorresti emigrasse in Uzbekistan a fare il pastore di Yak

Gioia di vivere, perché per 10 minuti mi devi far ricordare di come ero, di cosa ho sbagliato, di quanto abbia trascurato me stessa? Perché non te ne vai a piedi? Perché non te ne vai in una bella comune nell'appennino irpino? Così alla prima neve ti si gelano i coglioni e tra 3000 anni gli archeologi ti ritrovano e ti studiano e poi capiscono che sei un caso umano e non servi e ti buttano nella munnezza?

In questi due anni ho sempre detto "no ma io gli voglio bene, è un bravissimo ragazzo" no non lo sei. Sei solo un'egoista che vive come un arrabbiato dannato, come tutti i punkabestia. Ne avete mai visto uno felice, con la pelle distesa, senza rughe e che non puzzasse? Io no di certo. Vederti ogni mattina, mi fa venire il vomito, sei come gli errori di sistema a fine giornata quando non avevi ancora salvato.

Perché quella merda di oroscopo aveva ragione

Per il ciclo non è vero ma ci credo, ogni anno a capodanno leggo l'oroscopo per vedere le stelle cosa hanno in serbo per me. Il 2017 non è stata un'eccezione, speravo dicesse "sposerai un miliardario e ti spupazzerai Gerard Butler fino a romperti i legamenti". Nulla di tutto ciò anzi:

Capricorno attenta al ritorno di un ex, non cedere alle sue lusinghe.

Mo dico, è capodanno, domani faccio 30 anni, ma che ti costa dirmi qualcosa di carino. Tipo "nel 2017 finalmente ti farai tutta la squadra nazionale di rugby", una cosa per farmi sognare un po'. Andava bene pure solo il capitano, mi sarei accontentata anche solo del giocatore screuso in panchina, quello un poco ammazzuccato che nessuno si fila. No, il ritorno dell'ex. E che cazz'! Ovviamente l'oroscopo mica ci prende quando dice che diventerò ricca? Voglio troppo dall'universo.

Unive' io ti sto mandando tanta di quella roba che manco i pacchi delle mamme da giù, nemmeno le vedove di guerra a sostegno delle truppe in Iraq. Tu proprio però, mi stai buttando le nike di Luigi il mio alunno, ma in fronte me le stai tirando. E qua dai e dai ma nessuno ti ridà  niente.

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Che io mi sia sempre sentita Caterina va in città, questo è un fatto noto e risaputo. Che poi in fondo io ancora un pizzico di speranza nel genere umano la tengo sempre. Poi ci penso sopra e mi rendo conto che

"Mi manchi tu la malattia che spazza via la razza umana"

La Napoli che prende la vita a morsi.

Napoli per chi non la conoscesse-si perde un mondo, ed è meglio che corra a rimediare- è una città sfaccettata, dalle mille personalità. Ci trovi di tutto, dai reietti che vivono di espedienti e imbrogli ai margini della società, ai ricconi che dominano la città. Quelli delle notti folli, quelli che comandano dall'alto degli attici a via Filangieri, quelli dei palazzi storici di via Posillipo. È la Napoli bene, quella che muove l'economia. È quella che, la casa a Capri ci vanno quando sono annoiati della movida di lusso partenopea. La Napoli ruggente, che il popolino la invidia. Quella che i cafoni di provincia la emulano. La Napoli che conta.

I cuccioli della Napoli Bene devono sape' ll'inglese

La Napoli che conta vuole i figli che contano. Olimpiadi di matematica, corso di piano, chitarra, danza, scherma, vela, sono gli hobby preferiti dai piccoli rampolli. Ovviamente io, da povera squattrinata con la passione per la cosmetica di lusso mi presto al ruolo di Jane Eyre contemporanea. Sono la maestra d'inglese, quella che sfrutta la situazione e si fa le palle ad organetto per una, massimo due ore a pargolo.

Non tutti sono geni della finanza, né diventeranno i Montezemolo del domani.  C'è da dire, però che mi danno tante soddisfazioni. Sicuramente, ho l'opportunità di guardare da vicino questa specie rara. Rara perché i ricconi figli di papà sentono la tua puzza di povero da un miglio di distanza. Però riconoscono il tuo talento, sanno che sai l'inglese. La lingua del domani, "sai se non la sai parlare sei fuori", "l'inglese è importante". Loro mi rispettano, e mi accettano nelle loro vite, mi danno in mano i loro preziosi cuccioli di chiattilli.

Figli della stessa Napoli con due diversi padri.

In due anni di lavoro, ho avuto modo di osservare due distinte sottocategorie: La Napoli virtuosa e la Napoli ruggente. Entrambe appartengono allo stesso mondo ma restano separate. Una ha i mocassini Tods e gli orecchini di perle, l'altra ha le sneakers Disquared2 e gli orecchini della Dodo. Una fa i colpi di sole biondi, l'altra il Balayage color caramello. Una è nature, l'altra è rifatta. Una organizza cene eleganti, l'altra feste sfrenate a base di gin e cocaina. Una ha l'amante fissa tenuta rigorosamente nascosta. L'altra paga escort di lusso per ravvivare i propri festini. Sono due facce della stessa medaglia, si incontrano di giorno e si separano di notte. Col sole stringono affari, si incontrano a scuola, negli ospedali, alle riunioni di condominio. Di notte festeggiano separati, le Tods si trasformano in Ferragamo e le Disquared2 in Casadei. Sono separati nei gusti ma compatti nell'appartenenza. Sono interessati a te dalle 15 alle 18, dal lunedì al venerdì, compatibilmente con gli impegni dei pargoli. Oltre quel margine tu non esisti. Tu non sei nessuno. E come te tutti quelli che non appartengono al loro status.

I mortali ai piedi dell'Olimpo sbavano per un grammo di Chiattillume

La gente del popolo li venera come fossero icone di culto, le nuove madonne nelle stazioni votive. Il popolino li guarda incantati e li emula. Vogliono  anche loro la propria fetta personale di vita spericolata. Li vedi che si affannano per un paio di scarpe all'ultima griffe, si indebitano appresso a  Mini Cooper e Monclair. Vivono la vita dei morti di fame per rincorrere la speranza di un assaggio di un pezzetto di quella vita. Si illudono, diventando i surrogati  di una Napoli che li disprezza e li deride. Ma chi vo' ffa fa? Di mettervi  ore interminabili nel traffico per farvi il bagno all'Ammot, in mezzo all'acqua del depuratore di Cuma. Li vedi tutti bronzei con gli occhiali a specchio il costume griffato, il tattoo senza significato, il selfie su instagram #ciaopovery. Ma ciao poveri che? Che tenete le zecche come noialtri? Cercate di emulare una categoria che è la merda!

L'ennesima presa di coscienza che il mondo è lo schifo

Stavo facendo lezione di conversazione ad uno dei figli prodigio della Napoli bene. Appuntamento sabato pomeriggio alle 3  in uno dei ristoranti più in della zona. "Il ragazzino già ha mangiato, tu devi solo fargli fare pratica" mentre noi, gli adulti ci facciamo come la sfravecatura. Tutto ok. Premessa, la più naturale lì in mezzo aveva la ciucia di plastica. Tutte pezzi di silicone taglia 36, che sfoggiano fiere i loro milioni in chirurgia. Tu sei sempre la povera crista che, con la zizza naturale e la tua 44, ti senti una chiattona cessetta. Ti chiedi come fanno a bere come minatori ucraini e essere cosi magre?

Non sai se sono peggio loro o il fatto che possa esserci qualcuno che li venera

All'improvviso, una serie di piccoli segnali ti fanno capire che, quelle non sono persone che stanno solo pranzando. Capisci come fanno ad essere così magre, così ruggenti. Si alzano ogni 5 minuti, a turno, per andare in bagno. Ridacchiano e fanno battutine. All'improvviso una bambina chiama il padre per fargli vedere la ruota, lui impaziente le da poco a importanza. Deve correre in bagno "a papà ê jamm' capiscimi". " wa pe' sta scemitá non vai, ja muoviti c' aropp' stong ij'". Senza un minimo di pudore a pipparsi di cocaina davanti ai figli di sabato a pranzo!

Ma siete la sfaccimma della gente? L'ho detto, ho scritto sfaccimma, perché non ce l'ho fatta più. Avete speso 600 euro in sei per un pranzo, siete belli, rifatti, avete soldi, ma che cazzo vi manca? Piccole cacchette secche, che bisogno tenete di farvi le piste alle tre del pomeriggio con i vostri figli davanti? Non per dire, ma con me presente, un'estranea, e i vostri figli che uno di loro aveva 5 anni. Ma che cazzo campate a fare? Io ancora schifata e sconvolta, dopo la lezione per riprendermi sono andata dal parrucchiere a fare la piega e ho dovuto comprare uno smalto nuovo. Merde.