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A volte vorrei avere un fratello, forte e cattivo che picchia tutti quelli che mi prendono in giro. Poi mi ricordo che come un'amazzone ho solo sorelle, poi, mi ricordo che di tutte e tre sono la più forte, quella su cui si può contare sempre.

Allora mi dovrei ricordare di essere la regina delle amazzoni. Forte e fiera, che vi disprezza perché dotati in un'intelligenza sottosviluppata. Non ha paura di nulla, nulla la può scalfire.  Il dolore non lo prova più, ci si è abituata. Ogni mese i crampi e le fitte ci hanno forgiate al peggio, a spingerci oltre nelle condizioni peggiori, come la galleria laziale chiusa e fattela a piedi sotto la pioggia, con il tacco 10 e il tailleur.

Ci hanno scolpite nella pazienza e nella forza

Sono anni oramai che si aspetta, si pianifica, ci si riduce e ridimensiona, perché loro non sono pronti. E allora ti affatichi, li ricopri di attenzioni e cure, ma non troppe perché altrimenti li soffochi. Io davvero vi dovrei soffocare col cuscino mentre dormite. Ma siamo deboli e continuiamo a viziarli a farci accettare, ad arrivare a questi cazzo di compromessi che già la parola suona male di per sé.

Il Risentimento da generosità extra double

Le paste e fagioli con la cotica cucinate ad arte a fuoco lento, con i fagioli secchi messi in ammollo la sera prima. Gli oli profumati per i massaggi e le volte che volevi dormire abbracciata ma lui no, non voleva perché ti muovi.

O di quell'altro che we have an expiration date, manco io fossi il cartone del latte che a Settembre scado. I mesi ad aspettare e le volte che non chiamava, la preoccupazione degli attentati, mettiti e vai su google news e scopri che lui si è addormentato e tu a casa alle 11 di sabato sera per non perdere la video chiamata. È una vita passata a fare Penelope, ad aspettare le loro attenzioni o il loro ritorno. Poi dici ma come mai sei così acida con gli uomini? Mah forse perché dovete fare un falò. Un bel rito pagano di fine estate, almeno facciamo una bella vendemmia.

Che poi Penelope, la poveretta aspettava il re degli achei, non un artistoide insoddisfatto, uno skywalker pazzo o una mezza pippa qualsiasi. Cioè Ulisse aveva pure sconfitto un attimo un attimo l'esercito di Troia. Lui non è uno che ti fa " non trovo parcheggio mi sono esaurito e ce ne andiamo" la sera del suo compleanno che gli hai prenotato un sushi a sorpresa e lui è talmente un mezzo uomo che non riesce nemmeno a pazientare per un parcheggio. Ulisse teneva le palle, le palle dire ok c'ho una moglie, un figlio e un regno, Calypso sei troppo tosta ma nun è cosa, è tempo di fare l'uomo.

Ma non sarebbe bello, dico no solo per un nano secondo, essere una femmina cretina?

Quelle che guarda caso nella vita hanno sempre desiderato, da tutta una vita, una lunga lista di cose costose, e che guarda caso se ne ricordano sempre appena trovano il fidanzato-zerbino. Non sarebbe bello per un attimo, chiudere gli occhi e sapere di non essere la più forte nella stanza? Quando si è "i più qualcosa", si creano delle aspettative. La gente si aspetta che tu mantenga quello status, sempre, cioè come se io fossi priva di svegliarmi con le palle trifolate la mattina.

No, non sarebbe bello essere una femmina cretina. Una che non sa nemmeno cambiare un toner. Non potrei vivere con il pensiero di essere dipendente da qualcun altro. Di stare  per forza con  qualcuno perché debba a badare a me. Impossibile. Non scherziamo, la vita e' uno scambio e se qualcuno bada a me io gli devo dare la cosa piu' preziosa, la libertà. Perché' nella vana ricerca di quell'amore unico, quello che provi una sola volta. L'amore che te lo senti sotto la pelle che ti riempie e ti soddisfa come un pranzo domenicale. Ebbene, in questa ricerca ormai vana, sono arrivata a capire che non mi ameranno mai come potrò' amarmi io. Non c'e' partita, non ce la potete fare, non siete in grado di competere con me. Sorry but not sorry.

Se questo e' quello che c'e' per cena, inizio un digiuno serale.

Non ho bisogno di un fratello, in fin dei conti, non ho più' bisogno dell'uomo che mi protegge, con tanto di spada mantello e scudo. Non serve, non a me, forse alle cretine, ma io non saprei che farmene. Quindi si forse mi do all'ippica e faccio l'amazzone oppure no Lady Oscar, o anzi tutte e due. Come in the Mindy Project, mi devo trovare il nome da inner warrior, quella che mi ha protetta fino ad ora. La mia guerriera regina delle amazzoni sconfiggera' i poveri di materia grigia, i professori, gli omicron, gli indecisi, quelli che si spaventano. Lo farà deridendoli, rispondendoli a tono, facendogliela desiderare e negandogliela sul più bello.

AKA che m'e' purtat a fa a pusillec se po' nun me vuo' bene? 

Quando uno dei tuoi dates disastrosi sa che sei ChippedPolish è un problema, soprattutto se legge quasi assiduamente le stronzate che scrivi. Sono un paio di mesi che mi chiedo se davvero uno in particolare merita di entrare nel sacro olimpo del The Dating Diary Of A Broken Heart. All'inizio ho pensato che non meritasse nessuna attenzione, nemmeno una scarna citazione in un altro racconto.

Poi ho riflettuto e  la mia chipped community ha il diritto di sapere. Devo condividere una storia fatta di errori, scomparse, psicopatie e uomini spaventati. Perché di errori ce ne sono stati e non pochi.

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Ora stile papà castoro lasciate che vi racconti la storia del citofonatore seriale also known as l'uomo della hit estiva, party man, il giornalista- qua parte James Senese nel film no grazie il caffè mi rende nervoso.

The beginning quando lui mi faceva ridere ma io facevo la finta dura

Tutto è iniziato mesi fa tra una chat e l'altra, mentre giocavo al mio gioco preferito, lo "spanteca morto di fica che bombarda di messaggi", lui stranamente non mi infastidiva. Non mi chiamava, non mi faceva commenti imbecilli tipo "mi intrighi, mi piace l'intimo sexy, ti ho pensato, quando ci vediamo, mi manchi, secondo me sei una bella persona si capisce dalla foto profilo-parafrasi di sei bona nella foto  e ti scoperei". Lui no, era simpatico, avevamo l'odio comune l'umanità , anche lui aveva il cuore infranto, sapeva leggere e scrivere, era sarcastico e sfizioso.

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Se beve gin tonic lascia perdere che non ci esce niente di buono

Il primo appuntamento, lo portai a mangiare un panino da "Mazzella" ci raccontammo le disavventure e ridemmo delle comuni disgrazie. A seguire drink, io ordinai un mojito e lui gin tonic- io lì ti dovevo abbandonare. La conversazione fu  leggera, mai scontata, ci raccontammo quelle piccole cose da imbranati, quei piccoli segreti goffi e non era male. Anzi, tra una risata e una freddura scopro che per la prima volta ho trovato uno a cui piace Italo Calvino. Riviviamo i nostri romanzi preferiti e quelli che ancora non abbiamo letto. 

Io ovviamente figa come sempre, shorts di jeans e top nero scollato. Lui non sapevo come identificarlo, ci ho messo tempo per capire, diciamo che camicia e jeans da 30enne middle class non sono il mio genere, specie senza cruda bestialità da giocatore di rugby. Diciamo che al primo appuntamento per me era un 6 sulla scala Bucirosso. Nonostante le apparenze finiamo a parlare sotto casa per altre due ore, e per la prima volta dopo mesi non penso a come fingermi morta e scappare a casa. È stato strano trovare uno che mi faceva piacere ascoltare. 

Ma a me non interessa, io chipped dal cuore infranto non ho interesse per questa persona, non è nemmeno il mio tipo, cioè si andiamo d'accordo un bel primo appuntamento, però niente di che.

Summertime sadness e  high by the beach

Secondo appuntamento mi invitò al suo compleanno, perché gli faceva piacere vedermi. Mi ritrovai su un bar in spiaggia con i suoi tre migliori amici a parlare di cani e incidenti stradali. Ce la giochiamo cool, come si fa a 30 anni niente smancerie, niente mani nelle mani, solo una cosa da bere sulla spiaggia. Iniziammo a vederci più spesso  e  piano piano i gradi della Bucirosso iniziavano a salire.

Era come parlare con Chandler. Leggeva il mio blog e gli piaceva. Lui  non aveva paura della mia intelligenza, anzi ne era attratto, e suppongo anche da altre cose, if you know what I mean 

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Tra un picnic sulla spiaggia, un prosecco e una canzone dei Beatles,
per un mese ci vedemmo sistematicamente, aperitivi a Marechiaro, after-dinner, uscite in vineria, appartate di notte in macchina che nemmeno l'ormone dell'adolescenza. Ci scrivevamo sempre, ogni giorno, ci mischiammo la febbre, ci facevamo certe pomiciate sloga-mascella che non si vedevano dal liceo. Lui era sempre gentile e mai noioso. Sempre galante, ma mai stucchevole, era il giusto e questa cosa mi dava un fastidio che non mi faceva dormire la notte.

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-Io la raperonzolo con i capelli corti, chiusa e protetta nel suo fortino che tutti provano ad espugnare ma nessuno ci riesce... mo tu che vuoi?

-ma io ho bussato e sto qua fuori ad aspettare, ho messo la tenda, ho viveri. Ti aspetto.

Quando soffri di sindrome post traumatica irrisolta e non lo sai

Uno che mi risponde così merita la mia attenzione, merita l'essere preso in considerazione, non posso bloccarlo o fingere che sono un serbo in cerca di asilo.
Tra un rimuginare e l'altro, invece di fare la persona normale e parlare chiaro, gli sparo la cazzata da psicopatica bipolare:

-Io non ti posso possedere, ognuno è libero di uscire con chi vuole, chi sono io per decidere cosa fare e con chi uscire, cioè è  giusto essere liberi.  E tutte le frasi che mi ha insegnato il maestro della psicolabilità due anni fa.

Lui non mi smentisce, non mi dice "smettila di sparare stronzate e vedi che se esci con qualcun mi incazzo come una bestia e comunque no non vediamo altra gente!!" No, lui mi asseconda.

Gli butto l'ultima esca, "senti io forse vorrei aprirla quella porta, se la apro che succede?"

-Non lo so.

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È un costante ritorno all' identico

Non lo sa. È stato tutto un revival, quei 3 mesi interminabili dove io dovevo cercare di conquistare il cuore di Skywalker e non sapevo che faceva, con chi usciva con quante donne stava, e lì a struggermi in silenzio. Sono cose che ti segnano a vita, che sei disposta a fare una sola volta.

No, non potevo vivere nell'incertezza di non sapere che capa tieni. Non è che pretendevo l'ipoteca, il 730 e la polizza a vita, lungi da me. Però un quarto di palla sinistra tale da importi e dire smettila di farneticare e sì siamo esclusivi poi quello che succede si vede.

Angosciata dal pensiero it'is gonna be Matt all over again mi svegliai determinata e mandai l'ultimo messaggio, quello definitivo, quello che nei film americani è seguito da una corsa frenetica a JFK international.
Niente di tutto ciò anzi il peggio, mi dice che il mio messaggio l'ha mandato in tilt e che non se la sente.

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Io non so se la colpa di tutto ciò sono davvero gli isoflavoni

Mi chiedo ma chi sono i miei interlocutori? Mezzi uomini. Cioè io li metto sistematicamente in diverse categorie, ma la verità è che rientrano tutti, escluso nessuno, nel mezzo uomo. Quella del testosterone interrotto, che non è uscito bene e quindi non arriva a svolgere le sue funzioni maschie basilari.

Prima l'uomo il testosterone te lo vendeva a tanto al kilo. Coi capelli impomatati, la camicia inamidata, lo sguardo alla Cary Grant e il porta sigarette scintillante. Sarà che prima erano maschilisti, ma avevano tanto di palle da prendersi le responsabilità.

Se giocate a poker imparate le regole di base, altrimenti fate l'uncinetto

E qua non parlo di famiglia ci mancherebbe. Le responsabilità di capire che ad ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria, capire che ad ogni boiata che fate noi stiamo qui con le braccia incrociate ad alzare gli occhi al cielo. Capire che se bluffi o lo sai fare o resti a casa, perché io 5 euro nel piattino te li metto e ti vengo a vedere. Perché se ho le responsabilità del pater familias, stai tranquillo che ho anche le palle di rilanciare, anche solo con una doppia coppia ma te lo faccio. A differenza tua che prima bussi e poi te ne vai. Manco il tempo di mettermi uno straccetto, che stavo in déshabillé, e scendere a vedere chi è, tu giri i tacchi e te ne vai. Come lo scugnizzo del quartiere che citofona e scappa. Io pure chiamo l'elettricista e lo stacco quel citofono.

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