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"Il marines,  il batterista, il fotografo, il super professore universitario, il truccatore, l'artista, l'ufficiale di Marina... Ma mai che dicessi che ne so l'impiegato alle poste o una cosa più normale... allora vedi che secondo me sei tu che te le cerchi."

"in effetti c'hai ragione, sono io, c'è qualcosa in me che non va. Precisiamo, l'unico con cui volevo impegnarmi era il marines, degli altri poco me ne fotte. Anzi, non c'e' stato nemmeno niente."

Conversazione iniziata con un amico qualche mattina fa. Io ci rimugino sopra e penso, in effetti e' vero, ha ragione solo gente con mestieri assurdi. Nessun uomo normale, nessun impiegato alle poste.

No, no, momento, momento. Io non sono una da impiegato alle poste, da ufficio contabile, da paghe e contributi.

No per carità! Io non sono un comune tubino nero, sono un signature piece di Moschino, sono l'ultima collezione di Dolce e Gabbana con tanto di fuochi d'artificio sul lungo mare.

L'impiegato comunale è per la miss mutanda Jadea, con il pantalone blu notte e la polo beige. Sempre quella che alterna le hogan ai mocassini. Che non osa, veste il giusto non sconfina mai. Io non posso mettermi con l'impiegato comunale con la sciarpa da brav'uomo, il pullover color carta da zucchero e il pantalone classico-sportivo con i fazzoletti di carta nella portiera del guidatore. No! Mi rifiuto. Si è vero non ho avuto molta fortuna, ma chi ha detto che io ne voglia? Chi ha detto che io voglio sistemarmi. Cioè questa sarà la mia prima estate da single in 12 anni. Minimo qua ci escono tre o quattro post così, già la prima settimana di luglio.

Ma chi mi ferma più! I'm freaking ready bitches.

Chiariamo un concetto molto semplice e basilare. Se pure io volessi sistemarmi, non potrei stare con l'impiegato delle poste.

Cioè forse non si rende conto il mio amico, che non c'è partita. È come la Pruzzuzese contro il Real Madrid. È impensabile. Io non posso affiancarmi ad un tranquillo e molle piccolo borghese che in estate va in vacanza nel bungalow ad Acciaroli. L'impiegato è quello che non ha ambizioni e si accontenta delle cose mediocri. L'impiegato ha la Fiat, l'uomo punto. CI vuole un Alfa, una Lancia, una Land Rover, una macchina seria, no la Fiat.  Ma la cosa grave è che lui non lo sa nemmeno che si sta accontentando.

La consapevole anormalità della gente normale

Devi essere normale. Devi vivere una vita semplice. Un amore semplice. Fatti una famiglia, un bel marito poi i figli, magari trovi pure tu un lavoro più' sistemato. L'utilitaria presa a rate, il trasportino omologato, il ciondolino in oro bianco per Natale. La rassicurante mediocrità dell'elettrodomestico dell'Ariete,  l'impastatrice Delonghi, l'infisso in alluminio.

Le vite monotone tutte uguali, la camicia, il panino con gli amici, il sabato sera in quei pub col menù plastificato che la metà delle portate sono surgelati. I karaoke con la comitiva nei locali di provincia, quelli con le pareti a buccia d'arancia dai colori sfumati e le contro soffittature con i faretti a luce bianca. Loro vivono così, nella dozzinalità di una donna bella ma non troppo, intelligente ma nella media Loro sono i professori del liceo di provincia che premiano quella che andava a scuola con i compitini tutti fatti, nei quaderni ordinati in bella copia, che non andava mai oltre.

Il mio regno per il dolce sapore della libertà

Apparteniamo a due universi diametralmente opposti che non si incontreranno mai, io non lo voglio incontrare, lui mi vuole conquistare. Ci vedremo solo per i bonifici, il 730, e i vaglia postali. Non avremo mai nulla in comune, lui è convinto di essere quello giusto, forte sostenitore della campagna non c'è nulla di strano ad essere normali. Prendetevela la vostra autocommiserativa normalità, a me non interessa. Se un unico atomo solo e triste ne fosse stato attratto, non avrei esitato, sarei stata intelligente ma non troppo, avrei comprato le polo celeste carta da zucchero e il chino color kaki.

Io non voglio una vita così. Sono stata incubata in un limbo per 9 anni, ho lasciato il comfort e la sicurezza di un uomo che, a modo suo, mi amava, per fare un salto nell'ignoto. Come potrei, dopo aver assaporato il gusto dolce e deciso della libertà, accontentarmi di una monotona normalità. Di quell'amore fatto il giusto, senza chiedersi cosa vogliamo, cosa ci piace, ma dare per scontato che esiste solo quello. Mediocre come la penna Bic. Che non ha idea di farlo nel bagno del Bar Mediterraneo di Sabato sera, mentre fuori un branco di bruti bussa tipo white walkers. Non hanno idea di quelle attrazioni mentali che sei pazza e prenderesti la nave per attraversare il Tirreno per vederlo solo per una notte. Vivrei tutta la vita pensando che mi manca qualcosa.

So' passati 200 anni e ancora a vivere come nei romanzi di Jane Austen

Sei grande dicono, sei donna dopo non ti sistemi più, il tempo vola. Loro non capiscono che non mi interessa, non mi voglio accasare. Non sto aspettando Darcy che mi salva, non sono l'eroina di Jane Austen. Anzi, mi fa cacare Jane Austen, lei e la tranquilla vita di provincia, con quelle sue protagoniste che pensano solo a sposarsi. Mai che una dicesse "wa voglio andare a distillare whiskey sull'isola di Skye", no pensano al  corredo al matrimonio,  i confetti, i fiori. Come se ogni donna stesse aspettando l'uomo gentile che la salva dalla solitudine e dall'incertezza. Non c'e nulla al mondo di più squallido e triste che quello di stare in una relazione solo per non stare da soli. Aspettare quel qualcuno che ti tiene compagnia,che diventa la tua abitudine.

Ma che poi dai per favore, aspettare il Prince Charming, io qua l'unica cosa che aspetto con ansia è l'accredito dello stipendio! Quelle so' soddisfazioni.